Ad introdurre l’ospite di fama internazionale, il cantante poeta Salvatore Adamo è stato il padrone di casa, il direttore del Museo Archeologico di Camarina, il Prof. Giovanni Di Stefano che ha lodato la carriera strepitosa del concittadino dalle origini comisane,

conosciuto in tutto il mondo, e che continua a riscuotere il sold out nei migliaia di concerti, in cui i fan sono di tutte le età, ultimo dei quali tenutosi in Cile. Difficile non adorare Adamo. Uomo dalla gentilezza fuori dal comune, fine cantautore e incantevole scrittore. Esordisce con il suo primo libro che ha già riscosso un grande successo, così presenta il dott. Giovanni Ottaviano nella notte camarinense il romanzo di Salvatore Adamo. Il dottor Ottaviano, ha minuziosamente spiegato alcuni punti chiavi del libro del cantautore, in particolare la dichiarazione d’amore che Salvatore/Julien fa alla sua Sicilia, ai suoi genitori, che fa commuovere il cantante, emotivamente attaccato alla sua sicilianità. Nel libro, spiega il dottor Ottaviano, si parla anche di razzismo e vien da se che, essendo Adamo dal 1993 ambasciatore dell’UNICEF per il Belgio, promulgatore quindi di messaggi di pace, racconta anche della vicenda delle stragi del Bataclan di Parigi che sicuramente lo hanno toccato profondamente; in seguito all’ attacco terroristico avvenuto il 7 gennaio 2015, di Charlie Hebdo, ha scritto una canzone in cui canta l’amore per colui che vuole ignorarlo, “Anche io ho pianto come tutti per lo spirito di libertà abbattuto come un’aquila in pieno volo – racconta Adamo un pezzo significativo della sua canzone – Ma voglio pensare che nessun Dio predica di uccidere”! Il romanzo/autobiografico narra di Julien/Salvatore, figlio di emigrati italiani in Belgio. Dopo essere stato licenziato dal grande magazzino in cui lavora, passa per caso davanti all’agenzia di pompe funebri del signor Legay e lì viene assunto, iniziando così una quanto mai improbabile carriera di aiuto becchino. Julien, infatti, ha un animo gentile e sensibile, ama la musica e la pittura e si consuma di passione per Charlie. Un pezzo degno di nota, esprime la raffinata eleganza di Adamo, artista completo a 360 gradi: “Al calar della sera eravamo partiti da Vittoria, villaggio natale di mio padre, per trascorrere la giornata dell’indomani a Scoglitti, la spiaggia popolare più vicina, a quindici chilometri, ovvero a sette ore di carretta… Ci risvegliammo all’alba sulla riva del Mediterraneo in un fantastico fiammeggiare di corallo. Un’ostia immensa s’innalzava sull’orizzonte incandescente: il sole! Che bellezza! Guardavamo tutti e nove affascinati, senza parlare, incapaci di dare un giusto significato alle nostre parole senza rischiare la rovina e la perdita di quella briciola di eternità che ci era offerta”. Adamo ha allietato il pubblico cantando due canzoni, di cui una tratta dall’album la “Grande Roue”, in cui il cantante ha voluto precisare di essersi preso la licenza poetica di spostare la scalinata azzurra di Caltagirone in via Balbo a Comiso, e alla fine ha cantato la “La Notte”.
L’attesa in questa notte camarinense si è colorata di mille magie che hanno mostrato un Adamo inedito, tenero, poetico, venato di nostalgia, ma al contempo ironico, brillante; un principe della canzone, un purista della lingua francese, ma col cuore siciliano!

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